Sferracavallo,
sulla strada che porta al mare

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Dove Palermo custodisce un’antica tradizione di pesca

Piccolo borgo marinaro a nord-ovest di Palermo, Sferracavallo è racchiuso tra Capo Gallo, ai piedi dell’omonima Riserva naturale, e Isola delle Femmine, località che prende il nome dall’isolotto affiorante a poca distanza dal litorale, anch’esso in territorio protetto. Il centro si sviluppa intorno a un’antica tonnara del 1400, la Calandria, rimasta a testimonianza di un passato in cui la pesca era l’unica fonte di sostentamento degli abitanti.
Alcuni ritrovamenti, in particolare resti di ceramiche e ossa animali, raccontano di un territorio abitato fin dalla preistoria, quando le tribù trovavano riparo nelle grotte circostanti. Formatesi a causa della natura calcarea della roccia, alcune di queste cavità sono raggiungibili solo dal mare e hanno dato vita a preziosi ecosistemi fauno-floristici. Le più rinomate sono la grotta Impiso, o dell’Impiccato, e quella dell’Olio. Il nucleo di Sferracavallo prende il suo nome dalla strada che lo collegava a Palermo, dissestata al punto di sferrare i cavalli che la percorrevano, e sistemata solo nel 1750.
Immersa in una cornice naturale di proverbiale bellezza, la borgata è oggi un’ambita meta turistica, e offre ai visitatori alcune delle spiaggie più belle della Sicilia Occidentale, come quella di Barcarello.


Cucina locale, piatti tipici, curiosità




A Sferracavallo, nonostante i pescatori siano rimasti in pochi, la cucina è tipicamente mediterranea e ricca di pesce. Tra le specialità locali ci sono molte ricette semplici, tra cui la pasta con i ricci di mare, e i piatti a base di cozze, vongole, polipi, fasolari e ostriche.


Dove mangiare in compagnia
di Acqua San Benedetto




La Perla del mare

Piazza Marina 18

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